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Il Free Spirit Run

Chapter Editor
6 ott
Tempo di lettura: 2 min

La sveglia suona quando fuori è ancora buio... Arriviamo alla concessionaria Harley-Davidson di Bolzano e il termometro non lascia spazio a interpretazioni: fa un freddo cane. Mentre accendiamo le moto e il piazzale si riempie del rumorino dei motori, Madu è già in modalità tragedia greca. Da almeno dieci minuti sostiene di non sentire più le dita e che probabilmente dovrà amputarle alla prima sosta utile. Noi, molto solidali, lo prendiamo in giro senza pietà.


Partiamo verso est per il Free Spirit Run organizzato dagli amici del MC Falken.

Dopo pochi chilometri e con "l'aiuto" della temperatura, il sonno sparisce e rimangono solo la strada, il rumore delle Harley e quell'entusiasmo che conosce ben bene chi va in moto. Prima tappa a Pian-Fossal, al Chiosco Bar da Silver, per il timbro di rito. Due chiacchiere, qualche battuta sul freddo e si riparte.


La salita verso Piancavallo regala belle curve e panorami che meritano più di una rapida occhiata. L'asfalto del mattino è ancora freddo e richiede attenzione, ma il piacere di guidare su queste strade ripaga abbondantemente. Dopo la foto di rito continuiamo il percorso costeggiando il Lago di Tramonti, uno di quei tratti in cui il gruppo si allunga tra le curve e per qualche minuto ognuno si gode semplicemente la propria moto in libertà.


Verso mezzogiorno la priorità diventa una sola: mangiare. A San Daniele del Friuli ci fermiamo per una meritata pausa e un abbondante piatto di prosciutto. Seduti al sole, finalmente al caldo, ci chiediamo come sia possibile che poche ore prima fossimo quasi congelati sui passi.


Nel pomeriggio puntiamo verso la Carnia e arriviamo ad Arta Terme. La locandina suggerisce una deviazione sullo Zoncolan e nessuno di noi ha la minima intenzione di lasciarsela scappare. Tornanti stretti, salite impegnative e panorami spettacolari: uno di quei posti che ti fanno dimenticare immediatamente la fatica. È probabilmente uno dei momenti più belli dell'intero giro.


La strada del ritorno ci accompagna fino a Dobbiaco, dove facciamo l'ultima foto di giornata all'Eni di Erna. Le facce sono decisamente più stanche rispetto alla mattina, ma basta guardarsi intorno per capire che ci stiamo divertendo tutti.


L'arrivo alla Club House dei Falken a Vipiteno, dove siamo stati piacevolmente invitati, è la degna conclusione della giornata. Moto parcheggiate, casco appoggiato sul tavolo e una birra fresca in mano. I ragazzi del club ci accolgono alla grande, tra sorrisi, strette di mano e il profumo del barbecue che arriva dalla griglia.


Ma il colpo di scena arriva quando, quasi per caso, scopriamo che Nunzio è maestro di judo!!! Da lì in poi la situazione degenera rapidamente: nel giro di pochi minuti viene nominato guardia del corpo ufficiale del gruppo e per tutta la sera qualcuno gli propone improbabili sfide o gli chiede consigli per neutralizzare eventuali aggressori sui tornanti dello Zoncolan.


Tra una risata, una birra e la consegna delle foto dei checkpoint, arriva anche la ricompensa ufficiale del run. Ma, a dire il vero, il premio più bello ce lo siamo portati a casa molto prima: una giornata di strada, amicizia, curve e libertà. E persino Madu, incredibilmente, a fine giornata sembra aver recuperato l'uso completo delle mani. Quasi un miracolo.



 
 
 

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